Miopia
Vedi sfocato da lontano e dipendi da occhiali o lenti a contatto tutto il giorno. È il difetto più operato in assoluto, e quello con più strade possibili.
Miopia, astigmatismo e ipermetropia si correggono in un solo intervento. Il primo passo è scoprire se i tuoi occhi sono adatti.
I difetti visivi
Non tutti arrivano con lo stesso problema. C'è chi non vede da lontano, chi si stanca da vicino, chi di notte vede le luci allungarsi, e chi convive con una cataratta senza saperlo. Qui sotto trovi i difetti che si correggono più spesso:
Vedi sfocato da lontano e dipendi da occhiali o lenti a contatto tutto il giorno. È il difetto più operato in assoluto, e quello con più strade possibili.
Le luci si allungano, di notte i fari abbagliano, a fine giornata arriva il mal di testa. Si corregge insieme agli altri difetti, nello stesso intervento.
Vedi bene da lontano ma da vicino l'occhio fa uno sforzo continuo, e ti stanchi. Spesso ci si accorge tardi di averla.
Quando il laser non è la strada giusta esistono alternative che non toccano la cornea. Se ti hanno già detto di no, il motivo di quel no vale la pena verificarlo.
Qui il problema non è la forma dell'occhio ma il cristallino, la lente naturale che con gli anni si opacizza. Vedi annebbiato, i colori sembrano spenti, di notte compaiono gli aloni. Ne parliamo più avanti in questa pagina.
Il difetto però è solo il punto di partenza. Se si può correggere, e con quale strada, dipende da com'è fatto il tuo occhio: è la domanda a cui rispondiamo in visita.
Il criterio
Prima di proseguire all'intervento c'è tutta una preparazione, e sono proprio questi protocolli a rendere il risultato di questa chirurgia prevedibile.
Con la visita di idoneità pre-intervento prendiamo tutte le misure necessarie: le mappe della cornea, che ne descrivono forma e spessore punto per punto, la pupillometria, lo stato del cristallino, e quanto è stabile il tuo difetto. Sono misure che una normale visita oculistica non prevede.
Poi, nella fase di colloquio, ci sediamo, con gli esami davanti. Ti dico se puoi operarti, con quale tecnica e quali risultati puoi aspettarti. E se non puoi, le alternative le valutiamo insieme.
Il chirurgo
Sono il Dott. Luigi Minervino, chirurgo oculista.
Mi occupo di chirurgia refrattiva dal 1992, da quando il laser è arrivato in Italia, e ho passato trent'anni in sala operatoria in ospedale esegueno oltre i 20.000 interventi, di cui una buona parte cataratte.
Ho visto questa chirurgia nascere e cambiare. Ho visto le tecniche che oggi non si usano più, i primi laser e i loro limiti, e ho visto anche cosa succede quando un intervento viene proposto a chi non aveva motivo di farlo.
Da tutto questo ho ricavato un criterio, e non riguarda la macchina. Prima di parlare di tecnica stabilisco se puoi operarti e ti dico i risultati che possiamo ottenere con il tuo occhio. Solo dopo si programma l'intervento.
In trent'anni ho imparato che saper dire di no conta quanto saper operare.
L'intervento
L'anestesia sono poche gocce di collirio. Niente bisturi, niente ricovero, e nessun dolore durante la procedura. Il laser lavora pochi minuti per occhio, e mentre lavora segue ogni minimo movimento del tuo occhio con il sistema di eye-tracking: non devi preoccuparti di stare perfettamente fermo, a quello pensa la macchina.
Dopo l'intervento i tempi di ripresa dipendono dalla tecnica che serve al tuo occhio. Con alcune torni alle tue attività quasi subito, con altre serve qualche giorno di pazienza in più. Ma arriva comunque il giorno in cui torni alla tua vita di sempre, questa volta senza occhiali.
È la domanda che mi fanno tutti.
Prima di operare c'è tutto uno studio dell'occhio, ed è il primo passo: la visita di idoneità. Si fa la topografia, che mappa punto per punto la tua cornea, la pachimetria, che ne misura lo spessore, e le altre misure che servono a prevedere il risultato invece di sperarlo. Si verifica anche che il tuo difetto sia fermo, perché operare un occhio che sta ancora cambiando significa vedere il difetto tornare, per questo non si opera: si aspetta.
Cataratta
Non serve aspettare che la cataratta sia matura, come si diceva una volta. Si opera quando comincia a costringerti a rinunciare a qualcosa: guidare col buio, leggere, la televisione.
Quando si parla di cataratta si pensa quasi solo a togliere. Ma la scelta che decide come vedrai per il resto della vita è un'altra: quale cristallino artificiale prende il posto del tuo.
Non sono tutti uguali. Con una lente base torni a vedere nitido a una distanza sola, e per leggere gli occhiali ti restano. Con una lente premium si recupera anche la distanza intermedia, e da vicino al massimo ti resta un occhialino leggero per le scritte più piccole. E nello stesso intervento si può correggere la miopia, l'ipermetropia o l'astigmatismo che ti porti dietro da una vita.
Le condizioni sono le stesse dell'intervento laser. Cambia quello che si fa dentro l'occhio: qui non si lavora sulla cornea, si toglie il cristallino diventato opaco e al suo posto se ne mette uno artificiale.
La lente giusta però non è la stessa per tutti. Si sceglie sulle misure del tuo occhio: la lunghezza dell'occhio, la curvatura della cornea, i difetti da correggere, e la vita che fai.
La visita di idoneità
Compili il modulo con i tuoi dati e qualche informazione sul tuo difetto. Ti richiamiamo per fissare l'appuntamento.
Prima eseguiamo tutti gli esami strumentali per avere un quadro clinico del tuo occhio.
Poi si guardano i risultati insieme, e si parla anche di te: che lavoro fai, se pratichi sport, quanti giorni puoi permetterti di stare fermo.
Esci con le due risposte che contano: se puoi operarti, e qual è la tecnica giusta per i tuoi occhi. Se operarti non è la scelta giusta, analizziamo le alternative.
Prenota
Compila il modulo: ti ricontattiamo per fissare la tua visita di idoneità.
Domande frequenti
Durante l'intervento no: l'anestesia sono poche gocce di collirio e non si sente nulla. Nei giorni successivi dipende dalla tecnica. Con alcune il fastidio è minimo, con altre serve qualche giorno di pazienza.
Varia in base alla tecnica che serve al tuo occhio. È una delle cose di cui parliamo in visita, perché il tuo lavoro e la tua vita entrano nella scelta.
Il caso principale è quando si opera un occhio che sta ancora cambiando, ed è la prima cosa che si esclude prima di procedere. Se i tuoi occhi non sono pronti, semplicemente si aspetta.
Serve un difetto stabilizzato: in genere si parla dai venticinque anni in avanti. Dopo i quarantacinque entra in gioco anche la difficoltà da vicino, e il ragionamento cambia, perché i difetti da correggere diventano due.
Il costo dipende dalla tecnica adatta al tuo occhio, e se ne parla in visita quando sappiamo il difetto che dobbiamo trattare.
Te lo dico chiaramente, ti spiego perché e ti mostro le alternative. In trent'anni ho imparato che saper dire di no conta quanto saper operare.